
Stenosi Carotidea
Che cos'è?
La stenosi è un restringimento ed è causato, nella maggior parte dei casi dall’aterosclerosi, una malattia cronica delle arterie causata dall’accumulo di grassi, colesterolo e cellule infiammatorie nelle pareti vascolari.
Questo fenomeno si verifica frequentemente nella zona di biforcazione della carotide, dove l’arteria si divide in carotide interna (diretta al cervello) e carotide esterna (diretta verso la faccia).
L’aterosclerosi si manifesta più comunemente con l’avanzare dell’età, specialmente negli uomini. Altri fattori di rischio includono sovrappeso o obesità, pressione alta, alti livelli di colesterolo, diabete, genetica avversa, consumo eccessivo di alcol e fumo di sigaretta.
Con il tempo, queste placche riducono il flusso di sangue verso il cervello causando eventi ischemici cerebrali che possono essere transitori o permanenti.


Quali sono i sintomi:
La stenosi carotidea tende a svilupparsi lentamente nel tempo, e può diventare clinicamente rilevante quando supera il 50–70% del diametro dell’arteria.
I sintomi possono essere transitori (TIA) che regrediscono completamente nel giro di alcuni minuti-ore, oppure permanenti.
I sintomi caratteristici sono:
improvvisa debolezza o paralisi di un lato del corpo
difficoltà a parlare o a capire
perdita della vista in un occhio
vertigini o perdita di equilibrio
intorpidimento o formicolio


Diagnosi:
La diagnosi di stenosi carotidea può avvenire in presenza di sintomi neurologici evidenti o durante controlli preventivi su persone a rischio di malattie cardiovascolari.
Il primo esame consigliato è l'eco-color Doppler, che permette di rilevare eventuali restringimenti o occlusioni. Per una valutazione più approfondita, si può ricorrere ad esami di II livello quali: risonanza magnetica (RM) o, gold standard, la tomografia computerizzata (TC), entrambi con mezzo di contrasto.


Il trattamento:
L'intervento viene eseguito quando la stenosi supera il 70%, anche se non sono presenti sintomi evidenti oppure in presenza di placche altamente instabili, o con presenza di evidenti ulcerazioni, ma sempre sopra al 50%.
Le opzioni di trattamento sono:
Intervento chirurgico tradizionale: tromboendoarterectomia (asportazione manuale della placca).
Endovascolare: posizionamento di uno STENT, con utilizzo del mezzo di contrasto, tra carotide comune ed interna al fine da "schiacciare" la placca alla parete, per riportare il lume libero dell’arteria carotide interna alle sue dimensioni originali e migliorare il flusso sanguigno verso il cervello.


FAQ di approfondimento
Come si scopre se si ha una stenosi carotidea?
Il metodo di riferimento assoluto, rapido e completamente non invasivo per scoprire e diagnosticare una stenosi carotidea è l'esame eco-color Doppler dei tronchi sovraortici (TSA).
Si tratta di un'ecografia indolore, priva di radiazioni e senza necessità di preparazione, che permette di "vedere" all'interno delle arterie del collo. Questo esame non si limita a calcolare la percentuale esatta di chiusura del vaso, ma studia la "morfologia" della placca: permette cioè di capire se la placca è dura e stabile, oppure se è molle, ulcerata e ad alto rischio di sgretolarsi. Uno screening eco-color Doppler preventivo è fortemente raccomandato per tutti i pazienti sopra i 60 anni, specialmente se ipertesi, diabetici, fumatori o con colesterolo alto.
Quali sono i sintomi delle carotidi ostruite?
Nella maggior parte dei casi, l'ostruzione delle carotidi è completamente asintomatica fino a quando la patologia non si manifesta in modo tragico ed improvviso con un attacco ischemico transitorio (TIA) o un ictus.
Quando presenti, i sintomi costituiscono dei veri e propri "campanelli d'allarme" neurologici. I più frequenti includono: debolezza improvvisa, formicolio o paralisi a un lato del viso o del corpo (braccio o gamba); difficoltà improvvisa a parlare o a comprendere il linguaggio (afasia); la perdita temporanea della vista da un solo occhio, descritta spesso come una "tendina che cala" (amaurosi fugace). Questi segnali non vanno mai ignorati, anche se svaniscono in pochi minuti, poiché indicano un temporaneo blocco l'afflusso di sangue al cervello.
A quale percentuale di ostruzione è necessario operare la carotide?
Le linee guida indicano che l'intervento alla carotide è necessario quando la stenosi (il restringimento) supera il 70% nei pazienti asintomatici, oppure il 50-60% nei pazienti che hanno già manifestato sintomi neurologici transitori o ictus.
Se l'ostruzione è inferiore al 50%, la placca aterosclerotica viene gestita con terapia medica (farmaci antiaggreganti e statine) e monitoraggio eco-color Doppler periodico. Oltre alla percentuale di chiusura, viene valuta attentamente la "morfologia della placca": una placca irregolare, ulcerata o friabile è molto più a rischio di rilasciare frammenti (emboli) verso il cervello e richiede un intervento tempestivo, che può avvenire tramite pulizia chirurgica (TEA) o inserimento di uno STENT.
È meglio l'intervento di pulizia della carotide (TEA) o lo stent?
L'intervento chirurgico tradizionale di pulizia della carotide, chiamato Tromboendoarteriectomia (TEA), rimane il "gold standard" internazionale ed è considerato l'opzione migliore e più sicura per la stragrande maggioranza dei pazienti.
La TEA prevede una piccola incisione sul collo per aprire l'arteria e rimuovere fisicamente ed in modo definitivo la placca aterosclerotica. Lo stenting carotideo (l'inserimento di una retina metallica tramite catetere dall'inguine, senza tagli sul collo) non è superiore alla chirurgia tradizionale in termini di sicurezza cerebrale, e viene pertanto riservato a casi selezionati. Lo stent si utilizza prevalentemente per pazienti con gravi patologie cardiache o respiratorie che rendono la chirurgia aperta troppo rischiosa, oppure in colli già precedentemente operati o sottoposti a radioterapia.
Quali sono i rischi dell'intervento alla carotide?
Il rischio principale associato all'intervento alla carotide, sia che avvenga tramite chirurgia tradizionale che tramite stenting, è l'ischemia cerebrale (ictus) intraoperatoria, che nel nostro centro (specializzato nel trattamento di questa patologia con oltre 200 interventi l'anno), "Istituti clinici Città di Pavia", ha un'incidenza statistica molto bassa, inferiore al 2%.
Altri rischi, associati specificamente all'intervento "open" (TEA), sono generalmente temporanei e includono la formazione di ematomi sul collo o lievi stiramenti dei nervi periferici, che possono causare per qualche settimana raucedine, difficoltà a deglutire o una lieve asimmetria del sorriso. È tuttavia cruciale ricordare che il rischio di subire un ictus letale o invalidante lasciando una stenosi severa non trattata è infinitamente superiore rispetto al rischio chirurgico.
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Specialista in chirurgia vascolare
Ordine dei Medici di Pavia n° 08054