Aneurisma

Che cos'è l'aneurisma?

Un aneurisma è una dilatazione permanente e localizzata di un’arteria, causata dal danneggiamento delle sue pareti che perdono elasticità e forza. Quando questo accade, sotto la pressione del sangue, il vaso si allarga lentamente. Se questa dilatazione continua, può portare alla rottura dell’arteria.

Fattori di rischio principali:

  • storia familiare

  • ipertensione

  • fumo

  • elevati livelli di colesterolo

  • aterosclerotiche

  • diabete

  • vasculiti

aneurisma aorta
aneurisma aorta

Quali sono i sintomi:

Spesso l’aneurisma dell’aorta addominale non dà sintomi e viene scoperto per caso durante controlli per altri motivi. Quando presenti, i sintomi possono essere dolore profondo e persistente nella parte bassa della schiena o pulsazioni avvertite nell'addome.

Se l’aneurisma si rompe, si manifestano gravi sintomi come forte dolore addominale o alla schiena, anemia e calo improvviso della pressione sanguigna a causa dell’emorragia interna. Questa condizione richiede immediato ricovero ospedaliero perché può essere fatale se non trattata rapidamente.

sintomi aneurisma
sintomi aneurisma

Diagnosi:

Chi presenta fattori di rischio dovrebbe sottoporsi periodicamente a visite specialistiche e a controlli tramite eco-color Doppler per monitorare il diametro dell’aorta.

Nel caso di dubbi o approfondimenti diagnostici, può essere eseguita una tomografia computerizzata (TC) con mezzo di contrasto

diagnosi doppler aorta e vasi addominali
diagnosi doppler aorta e vasi addominali

Il trattamento:

Se l’aneurisma è inferiore ai 5 cm, il trattamento è generalmente conservativo, con medicinali per abbassare la pressione e correzioni dello stile di vita, come smettere di fumare e ridurre il colesterolo. Si eseguono controlli periodici (ogni 3-6 o 12 mesi) per monitorare le dimensioni dell’aneurisma.

Se l’aneurisma supera i 5-5,5 cm e il rischio di rottura aumenta, diventa necessario un intervento chirurgico. Le opzioni chirurgiche sono due:

  • Chirurgia tradizionale aperta: prevede anestesia generale, dura da 2 a 4 ore, e richiede un ricovero ospedaliero di 5-8 giorni. È efficace ma comporta un rischio operatorio del 2-5%, maggiore nei pazienti con problemi di salute aggiuntivi. È preferita in pazienti più giovani o con meno complicazioni.

  • Chirurgia endovascolare: è meno invasiva, eseguita con anestesia epidurale, e dura da 2 a 3 ore, con un ricovero di 4-5 giorni.

La scelta tra questi trattamenti dipende dalle condizioni generali del paziente, dall'anatomia, dalla presenza di altre malattie, e dalla grandezza, velocità di crescita e forma dell’aneurisma.

trattamento chirurgico e endovascolare aorta
trattamento chirurgico e endovascolare aorta

FAQ di approfondimento

Cos'è un aneurisma dell'aorta e perché è pericoloso?

L'aneurisma è una dilatazione anomala e permanente di un vaso (in questo caso dell'aorta addominale), causata dal progressivo indebolimento della sua parete. È estremamente pericoloso perché, se il diametro supera la soglia di sicurezza, il vaso può rompersi provocando un'emorragia interna gravissima e spesso fatale.

L'indebolimento strutturale che porta a questa patologia non ha una singola causa, ma è il risultato di vari fattori di rischio cumulativi, i più comuni sono:

  • Ipertensione arteriosa: l'alta pressione costante sfianca le pareti del vaso.

  • Fumo di sigaretta: è uno dei principali acceleratori della degenerazione arteriosa.

  • Aterosclerosi: l'accumulo di placche calcifiche e colesterolo irrigidisce i vasi.

  • Familiarità: avere un parente di primo grado con un aneurisma aumenta significativamente il rischio, specialmente superati i 65 anni.

Quali sono i sintomi di un aneurisma all'aorta addominale?

Nella stragrande maggioranza dei casi, l'aneurisma all'aorta addominale è completamente asintomatico e si sviluppa in modo del tutto silenzioso, venendo scoperto solo per caso durante esami ecografici eseguiti per altri motivi (come un'ecografia all'addome o alla prostata).

Proprio per la sua natura asintomatica, la prevenzione è l'unica vera arma: le linee guida suggeriscono uno screening preventivo tramite eco-color doppler dell'aorta addominale per tutti gli uomini sopra i 65 anni (o anche prima se fumatori o con familiarità). Se l'aneurisma cresce rapidamente o diventa molto voluminoso, iniziando a comprimere le strutture circostanti, il paziente può iniziare ad avvertire:

  • Un senso di pulsazione profonda nell'addome, spesso vicino all'ombelico.

  • Un dolore sordo, profondo e costante a livello addominale o lombare (ai lati della schiena).

  • Attenzione: un dolore improvviso, violento e lancinante alla schiena o all'addome è il sintomo principale di una possibile rottura imminente e richiede l'accesso immediato al Pronto Soccorso.

A quanti centimetri va operato un aneurisma dell'aorta?

L'intervento chirurgico per l'aneurisma dell'aorta addominale è fortemente raccomandato quando il diametro del vaso supera i 5 - 5,5 centimetri, o se presenta una crescita rapida (oltre 0,5 cm in sei mesi), o caratteristiche particolari come segni di ulcerazioni o abbia una conformazione sacciforme.

Al di sotto di queste dimensioni il rischio di rottura è statisticamente molto basso. In questi casi è preferibile adottare una strategia di monitoraggio attivo (watchful waiting) tramite esami eco-color doppler semestrali o annuali, unita a un rigoroso controllo della pressione arteriosa e dei fattori di rischio cardiovascolare. La decisione finale per l'operazione (tradizionale o endovascolare) viene sempre personalizzata durante la visita specialistica, tenendo conto dell'età, del sesso e dell'anatomia specifica del paziente.

Qual è la differenza tra l'intervento chirurgico tradizionale e quello endovascolare (endoprotesi)?

La differenza principale risiede nell'invasività: l'intervento endovascolare (EVAR) ripara l'aneurisma dall'interno inserendo una protesi attraverso le arterie dell'inguine (femorali), mentre la chirurgia tradizionale richiede un'incisione dell'addome per sostituire fisicamente il tratto di aorta dilatata con una protesi di materiale sintetico.

La tecnica endovascolare garantisce tempi di recupero nettamente più rapidi, meno dolore post-operatorio e dimissioni precoci (spesso in 3-4 giorni). Tuttavia, non tutti gli aneurismi sono anatomicamente adatti a ricevere un'endoprotesi. La chirurgia "open" tradizionale, pur prevedendo una convalescenza più lunga, offre un risultato definitivo nel tempo e non richiede i controlli radiologici ravvicinati necessari invece dopo un impianto endovascolare.

Quali sono i tempi di recupero dopo un intervento all'aorta?

I tempi di recupero variano in base alla tecnica chirurgica adottata: per l'intervento endovascolare (EVAR) bastano dalle 2 alle 4 settimane per un ritorno completo alla normalità, mentre per la chirurgia addominale tradizionale ("open") sono necessari dai 2 ai 3 mesi di convalescenza.

La scelta della procedura (valutata in base all'anatomia e alle condizioni cliniche del paziente) determina il decorso post-operatorio:

  • Recupero post-EVAR (Tecnica Endovascolare): essendo una procedura mini-invasiva che ripara l'aneurisma dall'interno passando per le arterie dell'inguine (femorali), non ci sono tagli addominali. La degenza in ospedale è di soli 3-4 giorni. Il paziente si alza il giorno successivo all'intervento, prova pochissimo dolore e può riprendere le attività quotidiane leggere in circa 15 giorni.

  • Recupero post-Chirurgia Tradizionale: questo intervento prevede un'incisione dell'addome per sostituire fisicamente il tratto di aorta malata con una protesi in materiale sintetico. La degenza richiede 5-7 giorni (con le prime 24-48 ore sotto stretto monitoraggio). Il recupero delle forze è più graduale e richiede un periodo di ripresa attento di circa 8-12 settimane.

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Specialista in chirurgia vascolare
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